Italia/Iran 2011
…maggio 2011…
A breve sarà passato un anno dal nostro viaggio verso il Pamir e ritorno, ma non ci pensiamo mai!
Infatti:
Daniele ha allestito casa sua che sembra un caravanserraglio,cuscini, tappeti, narghile e con la pelle di montone(cui ha dato insieme a Francesco un nome:”Paaaaamela”) ben in vista sul pavimento e guai a chi per sbaglio la pesta, s’incazza come una scimmia e se poi qualche sciagurato gli dice”ma se non vuoi che te la pestino, perché l’hai messa lì!”succede il finimondo.
Spesso parla con “Eva”le sussurra parole allo specchietto e si guarda intorno sospettoso. Qualcuno dice che una volta ha fatto a botte con un BMW Gs che non le toglieva gli occhi di dosso.
Francesco ha stravolto “Mucca” più e più volte. A quella moto è venuta una crisi d’identità… sempre sparpagliata per il cortile di casa Frati con lui che smonta, rimonta, modifica e aggiusta alla ricerca della perfezione, ora assomiglia alla moto di Marc Coma.
Lo potete vedere con la barba lunga, gli occhi spiritati, la maglietta sporca di grasso e sudore mentre parla con un bullone di nome Wilson, ma d’altronde avevano finito i palloni.
No, ma…ci ha fatto bene davvero partire! Alla fine siamo partiti di cervello!
Un anno, un lunghissimo anno in cui abbiamo segretamente progettato il viaggio del 2011 senza nemmeno accorgercene. Abbiamo pianificato lo stesso percorso..fin quando al telefono ”oh, quest’anno si va in Iran?”……”noooo, ti avevo chiamato proprio per parlartene!”
All’inizio, il fallimento del progetto “Tunisia off/road” di febbraio ci aveva un po’ sconfortato.
Pare che “il mondo sia un posto davvero insicuro”ci siamo detti.
La “Primavera Araba”ha cambiato le cose, magari per noi occidentali è meglio starcene chiusi nei nostri confini e continuare a guardare cosa succede attraverso l’oblò del televisore e sperare che quel che c’è fuori non ci riguardi mai.
Ma è davvero così che funziona?
No, almeno per noi non è così.
Quindi dopo esserci fatti travolgere nostro malgrado dagli eventi, storie che finiscono, passioni nuove, un ritorno alla “normalità” non semplicissimo e la nostalgia che viene improvvisa mentre compi anche il movimento più semplice, abbiamo piantato i tasselli delle nostre moto nel terreno e abbiamo deciso di ripartire davvero.
“Primavera Araba”o no, noi quest’anno andremo in Iran a vedere se davvero è come ci dicono, se davvero laggiù camminano su quattro zampe, hanno tre occhi e mangiano i bambini.
Noi non lo crediamo e speriamo che il nostro modo di viaggiare sia un invito per gli altri, un modo per dire”il mondo è quel che è, ma non chiudiamoci a riccio, cerchiamo di capire, di andare oltre il nostro modo di pensare e di essere e di “non avere paura”.
La partenza è prevista per fine luglio, i passaporti sono stati spediti, ci stiamo attrezzando per Carnet de Passage, itinerario e bellissimi tratti di deserto silenzioso del Dasht-e Kavir.
Altra grossa novità, quest’anno non saremo solo due ma tre.
Le cose non si ripetono mai uguali, quindi meglio aggiungere sempre qualche elemento di novità.
Quest’anno abbiamo aggiunto un nuovo Raider, affiancato da una Honda Dominator rossa di nome Fujiko. Roberto Celentano sarà dei nostri.
Buffo il modo in cui ne è entrato a far parte, ma questo ve lo racconterà lui, se vorrà.








